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Legge di Stabilità 2017, approvato emendamento per aumentare le tasse solo in Veneto

Legge di Stabilità 2017, approvato emendamento per aumentare le tasse solo in Veneto

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t80-legge-stabilitaLa Camera, dopo aver approvato la nota di variazioni, ha approvato il disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. 

Tra le pieghe del provvedimento è stato inoltre approvato a sorpresa un emendamento dell’ultimo minuto presentato dallo stesso presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia (PD) che consente di applicare una pressione fiscale differenziata nei confronti di Veneto e di altre regioni che dovessero presentare margini di fiscalità tali da consentire l’applicazione di maggiori aliquote. “Si tratta – ha commentato il premier Renzi – di una misura temporanea che si è resa necessaria per rientrare nei parametri di sostenibilità richiesti da Bruxelles”.

L’Aula della Camera dopo aver votato la fiducia al Governo venerdì scorso ha quindi licenziato, con 290 sì e 118 contrari, il testo rivisto e corretto dalla commissione Bilancio. Un testo che, comprensivo degli emendamenti a approvati, fissa il saldo netto da finanziare per il 2017 a circa 38,6 miliardi e a circa 27,2 miliardi nel 2018 e 8,6 miliardi nel 2019. Confermato anche l’obiettivo di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche pari al 2,3% del Pil e, come, si legge nella stessa nota di variazione, assicura per i prossimi anni «il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica indicati nella nota di aggiornamento al Def (-1,2% del Pil nel 2018 e 0,2% nel 2019). 

Il testo contiene la proroga del super-ammortamento del 140% e l’ iper ammortamento al 250% sull’acquisto di beni strumentali e immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. Prevista inoltre la proroga della cd “Nuova Sabatini”e delle misure di sostegno alle start-up innovative. Infine è stata prevista anche l’abolizione per il triennio 2017-2019 della cosiddetta “Irpef agricola” e la decontribuzione per gli agricoltori under 40.

Confermata riduzione IRES al 24% e l’IRI per le piccole imprese e i lavoratori autonomi.

In merito alle pensioni in base alla bozza del decreto legislativo potranno accedere all’APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con di parenti 1° grado con disabilità grave o per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti “pesanti”.  Queste categorie di lavoratori potranno andare in pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima senza nessun onere fino a 1.500 euro lordi di pensione. Potranno accedere all’APE volontaria i lavoratori che avranno 20 anni di contributi versati, e la rata di restituzione del prestito andrà di media dal 4,6% al 4,7%. L’APE aziendale avrà gli stessi meccanismi di funzionamento di quella volontaria, ma i costi dell’operazione del prestito saranno a carico dell’azienda.

corsera Administrator

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